La grave epatotossicità da Nimesulide è un evento raro


La Nimesulide ( Aulin, Mesulid ) è un farmaco antinfiammatorio non steroideo ( FANS ) indicato per il trattamento del dolore acuto, della dismenorrea primaria e per il trattamento sintomatico dell’osteoartrite dolorosa.

Il 15 maggio 2007, l’Agenzia del Farmaco Irlandese ha deciso di sospendere immediatamente la commercializzazione dei farmaci contenenti la Nimesulide. Tale decisione è stata presa a seguito della segnalazione da parte della National Liver Transplant Unit dell’ospedale St. Vincent di 6 casi di insufficienza epatica grave che hanno richiesto il trapianto di fegato e di una revisione complessiva delle segnalazioni pervenute all’Agenzia irlandese.
La stessa Agenzia ha anche richiesto una rivalutazione del profilo di sicurezza della Nimesulide al Comitato per i medicinali ad uso umano ( CHMP ), dell’Agenzia Europea dei Medicinali ( EMEA ).

La sicurezza della Nimesulide relativamente al rischio di epatotossicità era stata già rivalutata dal CHMP ad aprile 2002. All’epoca il CHMP concluse che il profilo beneficio/rischio della Nimesulide rimaneva positivo purché venissero modificate le raccomandazioni d’uso. Questa conclusione fu sostenuta dalla Commissione Europea che pubblicò la decisione legalmente vincolante ad aprile 2004 e le informazioni del prodotto furono modificate per controindicare il suo uso in pazienti con insufficienza epatica e per includere avvertenze sul rischio di epatiti, epatiti fulminanti ( inclusi casi fatali ), ittero e colestasi e per limitare la dose orale giornaliera a un massimo di 200 mg/die.

Analisi dei dati italiani

In Italia la Nimesulide è stata autorizzata all’immissione in commercio nel 1985 ed attualmente risultano autorizzate 48 specialità medicinali contenenti Nimesulide ad uso orale, mentre altri 4 prodotti sono autorizzati anche in supposte.
Si tratta inoltre dell’antinfiammatorio maggiormente utilizzato in Italia.

Nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza sono inserite 738 segnalazioni di sospette reazioni avverse ( ADR ) alla Nimesulide insorte tra il 1 gennaio 2001 al 17 maggio 2007; di queste segnalazioni 360 ( 48,8% ) sono costituite da casi gravi, 19 ( 2,6% ) sono state fatali.
Le segnalazioni di ADR alla Nimesulide, sia le totali sia quelle epatiche, hanno avuto un picco intorno al 2002, probabilmente per effetto del primo referral, ed in seguito sono andate progressivamente diminuendo.

In merito alla distribuzione per sesso, 438 casi riguardano le donne e 298 gli uomini; in due casi non è stato riportato il sesso nella scheda di segnalazione.
La distribuzione per fascia d’età nei pazienti > di 12 anni mostra che 29 casi sono relativi alla fascia 13-18 anni, 248 alla fascia 19-40 anni, 234 alla fascia 41-60 anni, 110 alla fascia 61-70 anni, 79 alla fa-scia 71-80 anni ed infine 30 sono relative a pazienti > di 80 anni.

I dati mostrano come i disordini epatobiliari risultino la terza causa più frequente di ADR associata all’uso della Nimesulide.
Centodue segnalazioni riguardano reazioni epatobiliari: di queste 9 casi sono stati fatali, 70 gravi, 10 non gravi ed in 13 la gravità non è stata riportata.

In merito alla tipologia di epatopatia conseguente all’uso di Nimesulide, le principali reazioni gravi segnalate sono state: epatite acuta ( 31 ), epatite ( 15 ), epatite colestatica ( 12 ), epatite fulminante ( 6 ).

L’uso della Nimesulide nella maggioranza dei casi è stato di breve durata ( da 1 a 8 giorni ), le esposizioni superiori al mese sono state molto limitate.

In 20 casi gravi oltre alla Nimesulide era riportata la presenza di altri farmaci sospettati di aver causato la reazione, mentre in 29 segnalazioni era riportato l’uso concomitante di altri medicinali.
In entrambi i casi spesso la Nimesulide era associata ad altri medicinali potenzialmente in grado di dare epatossicità quali ad esempio Paracetamolo ( Acetaminofene, Tachipirina ), antibiotici macrolidi o altri FANS.

È stata effettuata una valutazione del nesso di causalità per ogni caso grave o fatale utilizzando l’algoritmo di Naranjo in base al quale solo 1 dei 9 decessi segnalati risulta probabile. Si tratta di un uomo di 69 anni che prese 100 mg/die di Nimesulide in modo saltuario per 7 mesi per dolore.
Iniziò l’assunzione di Nimesulide il 1 agosto 2002 e manifestò un’epatite acuta il 14 marzo 2003.

Come già detto, la Nimesulide è l’antinfiammatorio più usato in Italia; infatti per l’anno 2006 la prevalenza d’uso è stata pari al 6%, e si stima che gli utilizzatori con spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale ( SSN ) siano stati 3.525.103 con un consumo annuo di 2,9 confezioni per utilizzatore corrispondente a 44 DDD per utilizzatore.
Questi dati non sono comunque esaustivi, perché la quota di consumo della Nimesulide con spesa a carico del SSN è minore rispetto al consumo privato che è aumentato dal 2000 al 2006 di circa il 34%, probabilmente per effetto della nota AIFA 66 e della disponibilità del generico ( con prezzo inferiore ).

I dati nazionali confermano per la Nimesulide un profilo di maggiore epatotossicità, rispetto agli altri antinfiammatori considerati, anche se si tratta di reazioni molto rare.
I dati indicano anche una quota non trascurabile di reazioni gastrointestinali gravi.

Fonte: Bollettino d’Infornazione sui Farmaci, 2007

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